ISEE 2026: le novità introdotte dalla Legge di Bilancio

da | Gen 14, 2026 | Primo Piano

Più verifiche su criptovalute e conti esteri, nuove regole per la prima casa e conferme sugli immobili inagibili. Chiarimenti INPS sulla prima fase di applicazione.

La Legge di Bilancio 2026 interviene in maniera rilevante sulla disciplina dell’ISEE, con l’intento di rendere l’indicatore economico più rappresentativo della reale situazione dei nuclei familiari e di garantire una distribuzione più equa delle prestazioni sociali agevolate.

Le modifiche interessano sia il patrimonio mobiliare, ampliando le tipologie di ricchezza considerate, sia il patrimonio immobiliare, attraverso l’aumento delle franchigie sulla casa di abitazione e la conferma delle esclusioni per gli immobili danneggiati da eventi calamitosi.

Di seguito una sintesi delle principali novità e delle indicazioni operative fornite dall’INPS per la fase transitoria, in attesa dell’adozione del decreto attuativo.

1) Patrimonio mobiliare: più attenzione a criptovalute e risorse all’estero

La manovra introduce una revisione dei criteri di calcolo del patrimonio mobiliare ai fini ISEE, rafforzando i controlli sulle forme di ricchezza considerate più “liquide” o facilmente trasferibili.

L’obiettivo è intercettare risorse economiche che in passato potevano sfuggire alla rilevazione, perché detenute fuori dai confini nazionali o in formato digitale.

Con l’entrata in vigore delle disposizioni operative, dovranno essere inclusi nel patrimonio mobiliare:

  • conti correnti e depositi bancari o finanziari detenuti all’estero;
  • criptovalute e altri strumenti digitali posseduti dai componenti del nucleo, a prescindere dal tipo di piattaforma o portafoglio utilizzato;
  • trasferimenti di denaro verso l’estero, comprese le rimesse effettuate tramite servizi di money transfer o l’invio di contante non accompagnato.

Si tratta di un cambiamento rilevante, finalizzato a ridurre le disparità nell’accesso alle agevolazioni sociali e a garantire una maggiore equità tra famiglie con disponibilità economiche diverse.

Gli aspetti tecnici saranno definiti da un successivo decreto di aggiornamento del Regolamento ISEE. Dopo la sua entrata in vigore, anche enti locali e amministrazioni dovranno adeguare i propri regolamenti.
Le prestazioni già riconosciute continueranno comunque a essere erogate secondo le regole precedenti fino all’adozione dei nuovi criteri.

2) Abitazione principale e famiglie con figli: franchigia più elevata e scala di equivalenza rivista

Una delle novità di maggiore impatto riguarda l’abitazione principale. La Legge di Bilancio 2026 innalza in modo significativo la quota del valore della casa di residenza che non viene considerata nel calcolo dell’ISEE.

In particolare, la franchigia sull’abitazione principale:

  • passa da 52.500 euro a 91.500 euro per la generalità dei nuclei familiari;
  • sale fino a 120.000 euro per i nuclei residenti nei Comuni capoluogo delle città metropolitane.

La franchigia si applica esclusivamente all’immobile di proprietà in cui il nucleo familiare risiede.

È inoltre prevista una maggiorazione di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. A differenza della normativa precedente, l’incremento scatta ora già dal secondo figlio.

Il valore dell’immobile è determinato secondo i criteri IMU, facendo riferimento al 31 dicembre del secondo anno precedente la presentazione della DSU, al netto del mutuo residuo.

La riforma interviene anche sulla scala di equivalenza, con maggiorazioni più favorevoli per i nuclei con figli:

  • 0,10 in presenza di due figli;
  • 0,25 con tre figli;
  • 0,40 con quattro figli;
  • 0,55 con cinque o più figli.

Per la prima volta viene riconosciuta una maggiorazione anche alle famiglie con due figli, mentre le altre soglie risultano incrementate rispetto al passato, con effetti positivi sull’accesso a bonus e agevolazioni.

3) Immobili inagibili o distrutti: esclusione dall’ISEE confermata per il 2026

La Legge di Bilancio proroga anche per il 2026 l’esclusione dal calcolo ISEE degli immobili e dei fabbricati distrutti o dichiarati inagibili a seguito di calamità naturali.

Tali beni non concorrono alla determinazione del patrimonio immobiliare, evitando che situazioni di emergenza o di mancato utilizzo dell’immobile penalizzino il valore dell’indicatore economico.

La proroga rappresenta una misura di tutela per le famiglie colpite da eventi sismici, alluvionali o altre calamità, garantendo continuità con le misure adottate negli anni precedenti.

4) Prime indicazioni INPS e regime transitorio

Con un messaggio diffuso a gennaio 2026, l’INPS ha fornito i primi chiarimenti applicativi sulle novità introdotte dalla manovra, che di fatto danno origine a un ISEE specifico per determinate prestazioni familiari e di inclusione, in via transitoria.

Il nuovo indicatore è utilizzabile per:

  • Assegno di inclusione (ADI);
  • Supporto per la formazione e il lavoro (SFL);
  • Assegno unico e universale per i figli a carico;
  • Bonus asilo nido e forme di assistenza domiciliare;
  • Bonus per i nuovi nati.

Per tutte le altre prestazioni sociali agevolate continuano ad applicarsi gli indicatori ISEE previsti dalla normativa vigente.

Dal punto di vista tecnico, le principali novità confermano l’innalzamento della franchigia sulla casa di abitazione e l’aumento delle maggiorazioni per i nuclei con figli.

Poiché al momento dell’entrata in vigore della norma non risultano ancora aggiornati i modelli DSU, le attestazioni ISEE e le relative istruzioni, l’INPS ha predisposto un regime transitorio.

In questa fase:

  • nella compilazione della DSU Mini e della DSU Integrale è possibile indicare anche il numero di figli conviventi pari a due, per consentire l’applicazione delle nuove maggiorazioni;
  • le domande di ADI, SFL e Bonus nuovi nati che risulterebbero non ammissibili sulla base dell’ISEE ordinario 2026 vengono temporaneamente sospese, in attesa del ricalcolo con il nuovo indicatore;
  • una volta completati gli aggiornamenti, l’INPS procederà al ricalcolo automatico dell’ISEE per tutte le DSU presentate dal 1° gennaio 2026 e alla definizione delle domande sospese, oltre all’eventuale ricalcolo delle prestazioni già erogate;
  • per l’Assegno unico resta ferma la regola secondo cui gli importi di gennaio e febbraio 2026 sono determinati sulla base dell’ISEE valido al 31 dicembre 2025.

Con l’approvazione dei nuovi modelli ufficiali, l’INPS aggiornerà le attestazioni ISEE 2026 e ne darà comunicazione con un successivo messaggio istituzionale.